In pratica negli ultimi anni tutti i componenti della mia famiglia sono venuti a mancare.
Le uniche persone rimaste del mio nucleo di origine sono una zia (sorella di mia madre) e suo marito, con relativo figlio e compagna.
Essendo l'unico riferimento in essere qualche anno fa ho deciso di trasferimi a Melzo, dove loro abitavano da sempre. Sia per motivi affettivi che per motivi logistici.
L'anno scorso loro si sono trasferiti in un paesotto limitrofo.
Vale quest'anno ha cominciato la scuola, con alcune difficoltà, non tanto a livello didattico, ma quanto a livello emotivo.
Dopo un primo colloquio con l'insegnante all'inizio di ottobre, è risultato evidente questo periodo difficoltoso per lui, esternato in molte maniere.
Di fatto, la serie di cambiamenti che ha affrontato (tra cui la chiusura definitiva dell'unica relazione che ho intrattenuto in questi anni con l'unica persona che lui ha considerato una sorta di figura paterna) nonchè il cambio di ritmi ed altre piccole cose hanno evidenziato una sua forte mancanza di autostima.
Capita spesso infatti che corregga pesantemente al ribasso i voti dati dalle insegnanti, inoltre spesso nei discorsi viene fuori che lui si senta "sbagliato" o "cattivo".
In questo quadro, già in precedenza, avevo provato a parlare con i miei zii, che si occupavano di Valentino fintanto che facevo il tempo pieno, tutte le sere, e dall'inizio della scuola due sere a settimana.
Infatti spesso nei discorsi che mi faceva mia zia riguardo a Valentino veniva fuori l'inadeguatezza attribuita da lei al bambino.
Vale è disordinato, Vale è maldestro, Vale è disubbidiente, Vale non ascolta, Vale non è capace di far questo, di far quello, Vale non è pronto per andare a scuola, Vale si sporca. ecc ecc.
Ho provato piu e piu volte a dire a mia zia che quello che pensava doveva sicuramente dirlo a me, ma non farsi sentire da lui.
ma non ho ottenuto risultati.
di fatto, settimana scorsa, sono andata a prendere il bimbo, portando con me un libro, preso in biblioteca proprio su un bimbo così. che è cambiato solo quando ha trovato un gatto grigio che gli ha fatto notare che, anche se su alcune cose non era perfetto, su molte altre invece "andava alla grande".. ed è bastato questo piccolo incoraggiamento per migliorare in tutto. Ho fatto leggere il libro a mia zia, con Vale. Ma ahime di quel libro ha interpretato solo che prima o poi i bambini crescono, senza "leggere" le motivazioni di questa crescita.
Subito dopo mi ha fatto leggere lei il verbale della riunione di interclasse. incui si evidenziavano le difficoltà dei bimbi della classe di Vale.
ad ogni singola riga, Valentino era la motivazione di quel verbale. Perfino quando si parlava di due bimbi che avevano serie difficoltà nell'apprendimento.
A nulla è valso il dialogo fattogli la sera prima in cui le dicevo che la maestra mi aveva riferito che Valentino aveva fatto grossi passi in avanti.
A nulla è valso che le facessi leggere un voto (10 e lode) ad un dettato il cui commento dell'insegnante era "sei stato proprio un mito!"
Allora ho ribadito che non è di questo genere di comportamenti che ha bisogno Valentino.
La sua risposta è stata "se non ti va bene quello che faccio trovati qualcun'altro che te lo tenga". per ben due volte. e tutto alla presenza di Vale, che ne frattempo piangeva.
Da allora ovviamente non si sono fatti piu sentire. tranne due messaggi veramente crudeli e distaccati. e ovviamente vado io a prendere Vale.
Quello che mi amareggia di più, anzi mi fa star proprio male è che chi paga è Valentino.
perchè non ho parole per spiegare l'accaduto. e anche se le trovassi, alla fine, lui è comunque quello che ha perso qualcosa.
L'unica famiglia che ha. che per quanto sbagliata è una parte grossissima della sua vita. e della sua sfera emotiva
ecco. a questo io non riesco a rassegnarmi.
Io ci ho rimesso solo qualche ora di piu di lavoro ed una sera libera ogni tanto.
ma lui ci ha perso molto molto di più.
e in tutto questo mi sfugge proprio dove ho sbagliato. perchè non sono stata ne aggressiva ne accusativa in nessuno dei dialoghi avuto con mia zia.
son giorni che mi chiedo dove è l'amore in tutto questo.
rivedo i momenti in cui mi avevano chiesto di diventare i tutori legali di valentino, e in cui mi avevano chiesto di non cambiare casa. e ripenso che quei momenti sono avvenuti quando avevo una relazione stabile, che in qualche maniera forse li spaventava.
o quando all'inizio di settembre mi hanno chiesto un cospiquo aiuto economico per far fronte a una parte della ristrutturazione della loro casa.
ed ora che invece sono sola, mi hanno chiuso loro la porta in faccia. quasi senza motivo.
non per me. non pretendo sinceramente di essere vista per quella che sono da chi mi ha sempre considerato la pecora nera.
ma per un cucciolo d'uomo che realmente non ha nessuna colpa tranne quello di essere mio figlio. ancora una volta.
ecco. questo non mi da pace. il dolore di mio figlio.
Ho trovato il coraggio di scriverlo altrove, lo posto qui per ricordarmene.





